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STORIA

 
PIZZONI: LA SUA STORIA    by Enrica Rivello

Il disastroso terremoto del 1783 unito a numerosi altri avvenimenti storici nonché a secoli d’incuria, hanno determinato una dispersione notevole del nostro patrimonio storico-artistico. Da alcuni documenti storici sappiamo che prima del sisma del 1783 a Pizzoni erano attive ben sette Chiese amministrate sia da confraternite che da laici:

1 - LA CHIESA MADRE con:

La cappella del SS. Sacramento
La cappella di S. Giovanni
La cappella del Carmine
La cappella di S. Bruno
La cappella dell’Assunta
La cappella di S. Pietro Apostolo
La cappella di S. Giuseppe
La cappella di S. Lucia
La cappella della Santissima Annunziata

Tutte queste cappelle erano presumibilmente decorate e arricchite con quadri e statue appartenenti anche alla famosa scuola napoletana. Di questi se ne conserva uno nella Chiesa Madre datato al XVIII con Cristo che dà le chiavi a Pietro


   2 - LA CHIESA DEI SS GIACOMO APOSTO E FRANCESCO DI PAOLA con:

La della Pietà
La cappella di S. Anna
La cappella dell'Immacola Concezione
La cappella di S. Bruno
La cappella di S.Lorenzo
La cappella di S. Pietro Apostolo
La cappella di S. Francesco di Sales

3 - LA CHIESA DEI SAN FRANCESCO D'ASSISI fondata nel 1633

4 - LA CHIESA DEI SANTI FABIANO E SEBASTIANO sui ruderi della quale venne costruita nel 1860 l’attuale Chiesa di San Francesco di Paola in cui è custodita una Croce astile a lamine d'argento, opera quattrocentesca forse proveniente dal Convento di Soriano.


All'interno quattro grandi tele dello stesso periodo e un prezioso parato in seta di fattura cinquecentesca
   5 - IL CONVENTO SI SAN BASILIO con l’annessa Chiesa detta del Soccorso; sui ruderi del convento venne costruita un’abitazione privata dall’abate Sacchinelli, la chiesa venne sostituita nel 1847 con ’attuale Chiesa del Rosario

6 - LA CHIESA DI SAN NICOLA DELLA CARTIERA E DI SAN ANDREA di cui rimane traccia nei nomi delle località.

7 - LA CHIESA DELL'EX CONGREGA DEI SETTE DOLORI oggi S. Maria delle Grazie, in cui é conservata una statua della Madonna del napoletano Mancini, secolo XVIII, secondo alcuni, opera del Gaggini 500. Questa Chiesa è, secondo i documenti, l’unica superstite al terremoto e i recenti ritrovamenti al di sotto delle strutture attuali confermano tale dato.


Poco visibile a causa delle nuove e non sempre di buon gusto costruzioni edilizie, appare oggi il nostro centro storico con le case di fango e le tegole in terracotta prodotte nei secoli dalle famiglie pizzonesi, arroccate e nascoste ai piedi dell’altopiano in un agglomerato compatto, sorto certamente a difesa dei pericoli provenienti dalla pianura e dal mare.

 
© Pizzoni on line 2005